Il giorno in cui ho ignorato Bitcoin

Tutto è iniziato con un caffè e Bitcoin

Era aprile 2013 quando ho sentito parlare per la prima volta di Bitcoin. Mi trovavo a Dalston, nel nord di Shoreditch, a Londra. Era un sabato tranquillo: niente turno al Route Café, solo una passeggiata e un caffè.

Camminando lungo Kingsland Road, da Dalston Junction verso Shoreditch, mi sono fermato in un bar all’incrocio con Old Street. All’epoca non ricordo il nome, forse qualcosa come Shoreditch Old Station. Oggi si chiama Junction East.

Ordino un doppio espresso e, mentre aspetto, noto un adesivo all’ingresso: “Bitcoin Accepted Here”.

A quel punto chiedo al barista cosa fosse Bitcoin. Mi risponde che si trattava di una nuova valuta digitale e che, se possedevi un portafoglio digitale, potevi usarla per pagare. Non sapeva spiegarmi molto di più, ma era abbastanza per incuriosirmi.

Gli chiedo allora come si potessero ottenere dei Bitcoin. Inizia a parlarmi di exchange e wallet digitali, ma in quel momento mi sembrava tutto troppo complicato. Lavoravo come assistant manager in un bar poco distante e guadagnavo circa 400 sterline a settimana. Abbastanza per vivere a Londra, ma non per sperimentare qualcosa che non capivo davvero. Così ho lasciato perdere e ho continuato la mia giornata.

Appena uscito dal bar, però, ho cercato su Google. La prima informazione che ho trovato è stata questa: 1 Bitcoin valeva 140 dollari.

Old Street Shoreditch Station

Non riuscivo a concepire l’idea di pagare un caffè da 2 sterline con qualcosa che valeva così tanto. Sono tornato dentro e ho chiesto di nuovo al barista. La sua risposta, però, era imprecisa. Mi disse che avrei dovuto comprare un intero Bitcoin, senza menzionare la possibilità di acquistarne solo una parte. E, a dire il vero, neanche io sapevo che fosse possibile.

Poi la vita ha preso il sopravvento. Bollette, spese quotidiane, lavoro. L’idea di Bitcoin è finita in secondo piano.

Nel dicembre 2018, dopo il crollo del mercato seguito al bull run, qualcosa è cambiato. Dopo cinque anni ho iniziato a comprendere davvero il potenziale di Bitcoin e della tecnologia blockchain. Nel frattempo lavoravo come Visual Designer, ma sentivo che stava nascendo un interesse più profondo.

Con il tempo ho capito una cosa fondamentale: non basta lavorare per guadagnare denaro, bisogna anche capire come funziona. Per anni ero stato concentrato solo sul trovare un buon lavoro, senza rendermi conto che il vero passo avanti è imparare a far lavorare il denaro per te.

Affidarsi solo allo stipendio può funzionare nel breve periodo, ma difficilmente è una strategia sostenibile nel lungo termine. Ho iniziato quindi a mettere in discussione la classica routine del 9-to-5 e a cercare alternative. Il tempo è la risorsa più limitata che abbiamo, e imparare a gestire il denaro in modo intelligente significa anche guadagnare libertà.

Bitcoin è stato il punto di partenza. Mi ha insegnato le basi del funzionamento del denaro e mi ha spinto ad approfondire il mondo degli investimenti, della finanza personale e, successivamente, del Web3.

Oggi posso dire che senza quel momento casuale, quell’adesivo su una porta e quella semplice tazza di caffè, probabilmente non mi sarei mai avvicinato a questo mondo. E non avrei sviluppato lo stesso interesse per capire come funzionano davvero economia, tecnologia e società.

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